A volte una normale visita ad un sito archeologico si trasforma in un percorso emozionale attraverso il tempo, l’arte e il mito. E’ quanto potrebbe accadere al turista ignaro della magia che aleggia intorno alle Basiliche paleocristiane di Cimitile.

Il complesso basilicale di Cimitile, uno dei più fulgidi esempi d’arte paleocristiana in Europa, sorge sui resti di un’importante necropoli romana, il coemeterium nolanum (II – III sec a.C.), e comprende sette edifici di culto arricchiti da preziosi mosaici, decorazioni e affreschi.

Antichità romane all'interno delle Basiliche Palecristiane di Cimitile (ph Gianfranco Adduci)La trasformazione da necropoli pagana a santuario cristiano avvenne in seguito all’edificazione della tomba di San Felice all’interno della necropoli.
Felice era un prete di origini orientali che, durante le persecuzioni contro i cristiani, amministrò la chiesa locale al posto del vescovo che si era temporaneamente rifugiato sulle montagne.
Si narra che, alla fine degli scontri, Felice riportò in città l’anziano vescovo e alla morte di questi rifiutò di ereditarne la carica, scegliendo invece di trascorrere il resto dei suoi giorni in uno stato di ascesi e povertà.
Da quando fu eretta la prima basilica intorno alla tomba del santo, il coemeterium si trasformò in un importante luogo di culto che iniziò ad attirare un numero sempre maggiore di pellegrini.

Affresco con l'Agnus Dei, Basilica Paleocristiana di San Felice, Cimitile (ph Gianfranco Adduci)Ma il periodo d’oro del santuario si ebbe solo grazie agli sforzi di un prestigioso esponente della classe senatoria romana, il gallo Meropio Ponzio Anicio Paolino, divenuto in seguito San Paolino, che lo rese uno dei principali centri della cristianità. Paolino, devotissimo a San Felice, decise di dedicare la propria vita e le proprie risorse alla glorificazione del santo, facendo restaurare gli edifici preesistenti e costruire una nuova basilica, insieme ad alcuni alloggi per i pellegrini.
Da allora, nel corso dei secoli,  il santuario continuò ad attirare fedeli da ogni parte del mondo; persino Papa Giovanni Paolo II volle visitarlo, in occasione del Giubileo del 2000, e farne meta di preghiere e meditazioni.

Entrare in uno dei santuari più antichi della cristianità, in un complesso archeologico restaurato di recente e finora escluso dai grandi itinerari turistici e religiosi della Campania, ti fa sentire una specie di iniziato.
I sepolcri scoperchiati, gli scheletri che affiorano dalla terra, le immagini e i simboli propri di un cristianesimo ancora impregnato di un esoterismo originario, ti catapultano in uno stato d’animo che sta a metà tra la confusione e la fascinazione.

Abside Basilica di Santo Stefano e Parco delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile (ph Gianfranco Adduci)E’ come se l’intero complesso fosse spuntato all’improvviso, nel cuore di un tipico paesino dell’entroterra napoletano, dove non te lo aspetti. Sembra che si neghi di proposito, per rivelarsi solo ai visitatori che, più o meno accidentalmente, ne sono venuti a conoscenza.

Da qualche anno a questa parte, tuttavia, il santuario sta godendo di rinnovata fortuna: ospita il premio letterario “Cimitile” e, sempre più spesso, viene scelto come location d’eccezione per spettacoli e performance artistiche di rilievo. Basti pensare che Vinicio Capossela, nell’ambito del festival Pomigliano Jazz in Campania, ha ideato un concerto, “Le vie dei Santi”, completamente ispirato dalla sacralità e dalla storia del sito.

Questo antico luogo di culto ha incuriosito non soltanto religiosi e artisti ma anche appassionati di tradizioni esoteriche che, nel corso di alcuni convegni, si sono confrontati sui diversi simboli presenti all’interno delle basiliche e soprattutto su un singolare affresco che raffigura la Maddalena incoronata. L’affresco è situato nella piccola Basilica dei SS Martiri, sulle cui pareti, inoltre, sono ben visibili anche due croci maltesi.

Immagini, queste, che generano discussioni sulle vicende del cristianesimo delle origini, le stesse sollevate dal Codice Da Vinci, famoso romanzo di Dan Brown, che fa riferimento proprio alle teorie sulla Maddalena regina, sposa di Gesù.

Altri misteri e varie leggende sono legate a questo luogo mistico: Il campanile della Basilica di San Giovanni, Cimitile (ph Gianfranco Adduci)intorno al XV-XVI sec. d.c cominciò a diffondersi la voce che il campanile della Basilica di San Felice fosse il primo campanile della storia cristiana; si dice che San Gennaro fu imprigionato ed arso in una fornace ancora visibile all’interno della Basilica di San Felice; da qualche tempo, inoltre, circolano sul web alcune teorie secondo cui il leggendario;Re Artù;sarebbe stato seppellito nell’antico coemeterium nolano sul quale furono successivamente edificate le basiliche.

Che si tratti di storia o fantastoria, il sito archeologico cimitilese, con le sue rappresentazioni sacre, i segreti oscuri e i solchi profondi tracciati dal tempo,  continua a catturare l’attenzione di studiosi, religiosi e mistici d’ogni sorta.
Considerate da autorevoli esperti come il più complesso e vario museo d’arte paleocristiana, bizantina, barbarica e romanica conservato in Campania, prima che un prezioso monumento da visitare sono, senza alcun dubbio, un’emozionante esperienza da provare.

Ingresso e orari Parco Archeologico Basiliche di Cimitile

L’ingresso comprende la visita all’Antiquarium, con reperti di grande rilevanza risalenti sino agli Osci e ai Sanniti.

Orario Invernale dal Lunedì al Sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 – dalle ore 14.30 alle 18.30
Orario Estivo (dal 1° aprile al 31 ottobre) dal Lunedì al Sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 – dalle ore 15.30 alle 19.30 , Domenica dalle ore 9.00 alle 13.00

Come arrivare a Cimitile

Con l’auto prendere l’ Autostrada A16 Napoli – Canosa uscita Nola, poi seguire le indicazioni stradali per Cimitile
Con il treno prendedere la linea Napoli – Baiano della Circumvesuviana e scendere alla fermata Cimitile.
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Foto di Gianfranco Adduci