Home Borghi da scoprire Montefusco, un gioiello tra i vigneti e i verdi colli d’Irpinia

Montefusco, un gioiello tra i vigneti e i verdi colli d’Irpinia

Panorama di Montefusco con i vigneti di Greco di Tufo docg (ph Gianfranco Adduci)

Nel cuore dell’entroterra campano, sulla vetta di un monte a metà strada tra Avellino e Benevento, sorge un prezioso borgo misteriosamente ancora poco conosciuto. Montefusco è un vero e proprio gioiello d’arte e architettura.

Quello che oggi appare come un tranquillo paesino irpino, in passato fu capitale del Principato Ultra, il distretto che al tempo del Regno di Napoli e del successivo Regno Delle Due Sicilie comprendeva le attuali province di Avellino e Benevento, oltre a territori pugliesi e lucani.

Questo spiega la presenza di fastosi palazzi, monumenti e chiese di notevole valore artistico e storico, con una grande varietà di stili architettonici, dal medioevo fino al barocco passando per il periodo rinascimentale. Tutto ben conservato, sospeso nel tempo, in un’atmosfera quasi surreale.
Il principale dei tre ingressi al borgo è la Porta barocca di San Bartolomeo che insieme alla contigua chiesa romanica di San Bartolomeo, risalente al XII secolo, crea uno scenario di grande suggestione.
Una volta giunti a Piazza Castello, un imponente campanile medievale saluta coi suoi rintocchi i visitatori. Sulla piazza si affaccia un magnifico loggione rinascimentale e la chiesa di San Giovanni del Vaglio, risalente al XII secolo, nella quale officiarono riti religiosi ben due papi, Callisto II e Onorio II.

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Dalla piazza inizia il corso del paese, dove si possono ammirare splendidi portali con decori, bassorilievi e araldiche di notabili e funzionari reali. Passeggiare per il centro storico è un vero piacere: le strade, i vicoletti e le piazze conservano la loro antica pavimentazione in pietra locale e di tanto in tanto è possibile sostare nei molti punti panoramici disseminati per il borgo.
Continuando sulla strada principale si giunge al’Oratorio di San Giacomo che custodisce al suo interno preziose volte con affreschi seicenteschi e medievali. Di grande rilievo sono, inoltre, il Monastero di Santa Caterina da Siena e il Convento di S.Egidio, dove è visitabile la cella che ospitò San Pio.
Uno dei monumenti più noti di Montefusco è senza dubbio il Castello Longobardo che nel XIX secolo fu trasformato in una  più temute carceri borboniche. Noto anche come lo Spielberg del Sud, il carcere ha lasciato nel castello tracce ancora visibili, come le scritte dei prigionieri sui legni delle finestre, le celle e i luoghi dove avvenivano atroci torture. Da qui il detto che i montefuscani si tramandano da secoli: “Chi trase a Montefuscolo e po’ se n’esce po’ dì ca ‘nterra ‘nata vota nasce”.

Sebbene sia facilmente raggiungibile e poco distante dai principali snodi stradali della zona, Montefusco si presenta come un luogo incantato, lontano anni luce dal caos delle grandi conurbazioni ma anche dalle atmosfere dei tipici borghi rurali dell’entroterra campano.

Dall’alto dei suoi 800 metri d’altezza, Montefusco si affaccia a 360 gradi su splendide vallate verdeggianti e dolci colline.
Si ha l’impressione di sporgersi da un gigantesco ed elegante terrazzo. Da questo punto, lo sguardo può viaggiare fino al Molise, la Basilicata e la Puglia, abbracciando i monti Taburno, Partenio e Terminio.

La storica capitale del Principato Ultra offre agli amanti della natura l’opportunità di praticare trekking ed escursioni naturalistiche, di andare in cerca di funghi e castagne o semplicemente di passeggiare tra i boschi noti come “I Surti”, riconosciuti dall’UE come Sito Naturalistico di Interesse Comunitario.

Oltre a mostrare ai visitatori i suoi tesori d’arte, panorami mozzafiato ed una rigogliosa vegetazione, Montefusco è una meta ideale per gli appassionati di enoturismo.

Alle pendici del borgo è un trionfo di vigneti che formano suggestive figure geometriche lungo i declivi, dove, in molti casi, si notano i marchi di famose aziende vitivinicole.
Montefusco rientra tra gli otto Comuni del Greco di Tufo, uno dei più pregiati vini bianchi d’Italia, ed è situata praticamente al centro delle zone di produzione dei quattro vini DOCG della Campania: Greco, Taurasi, Fiano e Aglianico del Taburno.
Questo la rende un’ottima base di partenza per scoprire uno dei territori italiani più vocati alla viticoltura di qualità, attraverso visite alle vigne e alle cantine, oppure partecipando ai tanti eventi legati al vino che sono organizzati in zona.

Come arrivare a Montefusco

Da Napoli: autostrada Napoli-Bari uscita Avellino Est, proseguire per Pratola Serra.
Da Foggia: autostrada Napoli-Bari uscita Castel del lago, proseguire per Passo Serra.

Consigli su dove dormire

B&B Palazzo Ruggiero

Consigli su dove mangiare

Ristorante Beatrice, leggi le recensioni
Ristorante – Pizzeria Da Teodoro, leggi le recensioni

Foto di Gianfranco Adduci

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G. Davide Napolitano

Redattore per Ecoturismo Campania, Copywriter e Consulente di Web Marketing Turistico per l’Agenzia di Comunicazione “Il Cappello Bianco”