Home Borghi da scoprire Scopriamo Caggiano, incantevole borgo medievale nel Vallo di Diano

Scopriamo Caggiano, incantevole borgo medievale nel Vallo di Diano

Tramonto sul borgo di Caggiano visto dal Castello (ph Gianfranco Adduci)

Millenni di storia si celano tra le mura del centro storico di Caggiano, un incantevole borgo situato nel cuore del Vallo di Diano. Lucani, Romani, Longobardi, Normanni, Angioini, monaci Bizantini e Cavalieri Templari vi hanno lasciato significative tracce del loro passaggio, contribuendo a fare di Caggiano uno scrigno di meraviglie e segreti tutti da scoprire.

Prima di giungere al paese, dalla strada scorgiamo il borgo che si erge imponente sulla cima di un costone roccioso ad oltre 800 metri di altitudine. Lungo il percorso si possono ammirare dolci colline, uliveti, campi di grano, valli e cime rocciose che disegnano un suggestivo paesaggio rurale. Si ha l’impressione di sconfinare in altre dimensioni temporali.

Mentre la strada asfaltata, le auto, i trattori ed altri segni della modernità ci ancorano al presente, l’impianto medievale del borgo, il modo in cui è arroccato, il castello e le campagne intorno dirottano l’immaginazione verso epoche remote.

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Ci addentriamo nel borgo incamminandoci nel dedalo di vicoletti che attraversano il centro storico, dove quasi tutte la case mostrano affascinanti portali in pietra, spesso impreziositi da fregi e stemmi di antica memoria. Passiamo attraverso strettoie, archi e volte, ammirando scorci suggestivi e vecchie abitazioni. Sebbene quasi tutte risalenti al periodo medievale, alcune di esse si presentano con colori caldi e fiori alle finestre, altre, invece, con la facciata in pietra e in molti casi sono disabitate. Ciò nonostante emanano un fascino particolare, un misto di autenticità e languida decadenza. Su quasi ogni porta si notano i caratteristici battenti in ferro, praticamente gli antenati dei campanelli, che la gente del luogo chiama “truzzulatur”.

Alla fine di via Marvicino, la strada principale che taglia il centro storico, giungiamo ad un belvedere che volge al tramonto da cui si apre uno spettacolare ed ampio panorama. Da qui lo sguardo abbraccia i Monti Alburni, i ruderi dell’antico oratorio di Santa Veneranda, le ubertose colline coltivate ad uliveti tra Pertosa ed Auletta e, sulla destra, il Monte San Giacomo e la Valle del Melandro. Con le giornate limpide, inoltre, è possibile scorgere in lontananza il Golfo di Salerno.

Chiese ed opere d’arte a Caggiano

Dopo la piacevole passeggiata tra le vie del borgo andiamo a scoprire le notevoli opere d’arte custodite nelle chiese di Caggiano.

foto da wikipedia.it, by Viaggiatore, lic. CC BY-SA 3.0

In quella che pare sia stata la più antica Chiesa del paese, la Chiesa di Santa Maria dei Greci, risalente alla metà del VI secolo, erano conservati importanti dipinti, sette dei quali furono realizzati dal noto pittore del XVIII secolo Nicola Peccheneda.
Mostra dipinti Peccheneda nel Castello di Caggiano (ph Gianfranco Adduci)I dipinti, undici in tutto, tra cui la celebre la Madonna del Carmine con angeli e dannati, sono stati recentemente restaurati ed esposti nel castello normanno.
La chiesa, fortemente danneggiata dal terremoto del 1980, è una fulgida testimonianza della presenza del culto bizantino a Caggiano. Originariamente fu affidata ai basiliani, monaci bizantini, e fino alla seconda metà del XVI secolo fu una Chiesa Ortodossa, in cui, naturalmente, veniva officiato il rito greco.

Altre sei opere del Peccheneda si trovano nella Chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire, tra queste particolarmente rilevanti sono Il Cristo e l’adultera ed Il Sangue del Redentore.

Chiesa del SS Salvatore a Caggiano (ph Gianfranco Adduci)La Vergine del Soccorso, sempre del Peccheneda, è conservata nella Chiesa Madre del Santissimo Salvatore dove è possibile ammirare anche un dipinto che pare sia opera del Pucciarelli e un polittico attribuito al Guarino.
Interno Chiesa SS Salvatore (ph Gianfranco Adduci)La chiesa custodisce, inoltre,
alcuni dipinti ispirati allo stile del Pucciarelli e del Solimena e un prezioso pergamo in stile barocco realizzato da Fortunato Cafaro.

Il nostro itinerario tra l’arte e la storia di Caggiano prosegue al Museo Antiquarium Civico, presso il Convento dei Padri Riformati, risalente al XV secolo.
Oltre a diverse esposizioni di vario genere, tra cui una sul brigantaggio e una sulla Repubblica Napoletana del 1799, l’Antiquarium ospita una mostra archeologica con una tomba del I sec. d.C., il Monumento Funerario degli Insteii, e diversi reperti risalenti al periodo greco e romano.

Il Castello di Caggiano

Secondo alcune fonti storiche documentali, il castello di Caggiano
fu eretto tra il X ed il XI secolo da Guglielmo di Caggiano, esponente della famiglia di Roberto il Guiscardo, il grande condottiero normanno. Tuttavia, pare che le prime fortificazioni furono realizzate nei secoli VIII e IX dai Longobardi.

Proprio con l’arrivo di questi popoli provenienti dal nord Europa, come i Longobardi e i Normanni, Caggiano risorse a nuova vita.
Infatti, nella sua lunga storia, che ha avuto inizio tra il VIII-VII secolo a.C., come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici, Caggiano ha vissuto numerose distruzioni e devastazioni. Quando ancora si chiamava Ursentum, fu incendiata da Annibale durante le guerre puniche. Tra il V e il VI sec d.c. fu saccheggiata da Vandali e Visigoti e successivamente divenne teatro di scontri tra Goti e Bizantini. D’altro canto, il suo territorio, fin dal periodo preistorico, è da sempre stato considerato un luogo ideale per gli insediamenti umani: ne sono prova i reperti ritrovati nella vicina Grotta dello Zachito.

Il castello, che originariamente consisteva in tre torri, due fortini, un torrione e un corpo centrale, serviva a difendersi, specialmente dagli attacchi dei Saraceni, e a controllare le vie verso la Calabria e la Puglia, spesso battute da pellegrini in viaggio verso la Terra Santa.
Bastione del Castello di Caggiano (ph Gianfranco Adduci)Nei pressi delle due porte, vi era la cappella dedicata a San Luca, meglio conosciuta come Cappella della Guardia, dove erano appostate le guardie. Come ogni castello medievale che si rispetti, non potevano mancare le prigioni e le sale delle torture, al piano terra, così come le catapulte usate per scagliare massi di pietra dall’alto dei bastioni.

Grazie al suo castello, ai ripidi strapiombi rocciosi e alle mura cittadine, Caggiano riuscì a resistere perfino all’assedio dell’esercito di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. Attualmente è possibile ammirare il castello e le mura nella loro magnificenza: entrambi sono stati recentemente restaurati.

I Cavalieri Templari a Caggiano

Il castello oggi è sede di una mostra intitolata I Templari guardano Caggiano che documenta le tracce del loro passaggio.
Durante le crociate, infatti, i Cavalieri Templari, che dal nord scendevano verso Brindisi ed altri porti meridionali per salpare verso la Terra Santa, venivano ospitati a Caggiano per trovare ristoro e riposo. Inoltre, si rifornivano di alimenti che li avrebbero accompagnati nel corso del viaggio.

Mostra Templari a Caggiano (ph Gianfranco Adduci)

La storia dei Templari, antichi monaci guerrieri conosciuti anche come i Cavalieri del Tempio, è da sempre avvolta da un’aura di mistero, spiritualità e violenza. 
Molto si è raccontato dei loro straordinari tesori e delle loro vicende segnate di intrighi e ambiguità.
La grande influenza politica ed economica di cui disponevano, oltre all’immensa ricchezza accumulata, furono tra le cause della loro fine per mano di Filippo il Bello re di Francia. Furono torturati e accusati di diversi reati e peccati infamanti, tra cui l’eresia, l’idolatria e la blasfemia.
In realtà, tali accuse si dimostrarono sostanzialmente false. Il vero intento del sovrano era quello di ridimensionare il potere della Chiesa e soprattutto di impossessarsi del loro gigantesco patrimonio. Poco dopo, l’ordine fu soppresso da papa Clemente V con l’accusa di eresia e di aver fraternizzato con i nemici musulmani.

Caggiano città dei TemplariAlcune fra le innumerevoli leggende sui Templari li descrivono come devoti a Maria Maddalena, detentori del Santo Graal e protagonisti di avventure mirabolanti.
Tuttavia, al di là delle favole che aleggiano intorno alla loro storia, delle false accuse e delle illazioni, pare si nasconda un fondo di verità.
Secondo alcuni recenti studi, infatti, sembra che i Templari si ispirassero ad un cristianesimo di tipo gnostico ed esoterico e che la loro spiritualità si fosse arricchita in modo sincretico con elementi delle religioni mediorientali.
Lo confermano anche le tracce presenti a Caggiano, dove sono riscontrabili diversi simboli esoterici attribuiti ai Cavalieri del Tempio. Ci riferiamo, ad esempio, ad un cerchio pitagorico scomposto realizzato in pietra, a croci dalla forma irregolare disseminate fuori e dentro il borgo e alla leggendaria Pietra Santa, proveniente dal Tempio di Gerusalemme, posta all’esterno della Chiesa di Santa Maria dei Greci, che gli abitanti del luogo erano soliti accarezzare per buon augurio.
Inoltre, poco distante dall’abitato, in contrada S. Agata, sono stati ritrovati i resti e l’armatura di un templare, sotto il rudere di una chiesa che forse era stata adibita a sacro tempio dei cavalieri.

Gli itinerari naturalistici a Caggiano

Il territorio di Caggiano offre diverse occasioni per passeggiate e trekking a contatto con la natura. Si possono percorrere gli itinerari naturalistici del Monte San Giacomo, dove è possibile anche sostare nelle aree attrezzate con panche e tavoli, o incamminarsi lungo l’itinerario del Melandro, con le incantevoli gole scavate dal fiume nella roccia calcarea e la Grotta preistorica dello Zachito.

Come raggiungere Caggiano

1) Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria: uscita Sicignano degli Alburni per chi viaggia in direzione di Reggio Calabria; uscita Polla per chi viaggia in direzione di Salerno. Poi percorrere la SP 19 e seguire le indicazioni.

2) Chi proviene dalla strada statale 407 Basentana (SS 407), invece, dovrà uscire allo svincolo di Buccino e proseguire sulla SP 19 ter seguendo le indicazioni.

3) I viaggiatori provenienti dalla Val d’Agri dovranno risalire la fondovalle fino a Brienza, proseguire per Atena Lucana, imboccare
l’autostrada A3 direzione Reggio Calabria, uscire a Polla e proseguire sulla SP 19.

Dove dormire e dove mangiare a Caggiano

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foto di Gianfranco Adduci (tranne foto del Castello e della Chiesa di Santa Maria dei Greci, tratte da wikipedia)

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G. Davide Napolitano

Redattore per Ecoturismo Campania, Copywriter e Consulente di Web Marketing Turistico per l’Agenzia di Comunicazione “Il Cappello Bianco”