Già da qualche giorno, molti paesi della Campania celebrano il Carnevale. Ma il meglio dei festeggiamenti è previsto tra domenica 26 e il 28 febbraio 2017, il giorno di Martedì Grasso.
Come la Festa di S.Antonio Abate del 17 gennaio, di cui ci siamo occupati il mese scorso, anche il Carnevale vanta una storia ultramillenaria.

Per la tradizione cattolica, corrisponde al periodo tra il 17 gennaio e il primo giorno di Quaresima, un arco di tempo in cui è proibito mangiare carne. Ecco come si spiega il termine “carnevale”, la cui etimologia deriva dal latino “carnem levare”.
Ma circa duemila anni fa, questo era il momento dei Saturnali, un ciclo di festeggiamenti dedicati al dio romano Saturno, che coincidevano con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, la stagione della rinascita. Si trattava di una festa popolare, tutt’altro che morigerata, dove scorrevano fiumi di vino e ci si abbandonava ad orge e banchetti. A quel tempo si diceva che “una volta all’anno era lecito impazzire” (semel in anno licet insanire). Per un giorno si capovolgeva l’ordine gerarchico della società e, con l’aiuto delle maschere, i plebei diventavano nobili e viceversa.
Le tracce dei Saturnali sono ben visibili anche ai giorni nostri. La musica, i colori e l’euforia di inizio primavera, infatti, caratterizzano la festa del Carnevale un pò ovunque nel mondo.

E la Campania non è da meno. Soprattutto nelle zone interne, questa festa è ancora viva e molto sentita dalle popolazioni locali.
Oltre ai carri allegorici che sfilano per le strade dei borghi in un tripudio di maschere e coriandoli colorati, vige ancora la tradizione della Zeza. Si tratta di una scenetta di teatro popolare di origine seicentesca che da Napoli si diffuse nei villaggi rurali, lontano dalla città, dove ebbe maggior fortuna. Nella capitale, infatti, fu proibita a metà del XIX per il suo carattere eccessivamente licenzioso. Le campagne erano meno soggette a controlli stringenti e così la Zeza, incentrata sulle vicende di Pulcinella e della sua famiglia, è sopravvissuta fino ai giorni nostri.

Numerosi sono i comuni della Campania in cui sfileranno carri allegorici e cortei in maschera, però il carattere più autentico della festa si conserva soprattutto nei paesini dell’entroterra. Qui vi attendono serate di musica popolare con balli sfrenati al ritmo di nacchere e tammorre e molte altre interessanti attività.
A Montemarano, ad esempio, potrete partecipare a laboratori di tarantella montemaranese, i cui suoni e ritmi incalzanti sono noti per il loro effetto ipnotico e coinvolgente, tipico dei ritmi tribali ancestrali.
Montemarano è uno dei sei carnevali inseriti nel Carnevale Princeps Irpino, un grande evento itinerante che coinvolge anche il Carnevale di Castelvetere, la Zeza di Mercogliano, la Zeza di Capriglia Irpina, la Mascarata di Serino e il Ballo n’dreccio di Forino. Tutti con una lunga tradizione alle spalle.
Sempre in Irpinia, i festeggiamenti in programma a Bisaccia e Gesualdo vi daranno l’opportunità di scoprire due suggestivi borghi storici. A Gesualdo, in particolare, oltre ai consueti cortei e alle sfilate, sono previsti percorsi enogastronomici con degustazioni di prodotti tipici irpini e visite guidate alle bellezze del borgo.

Anche le città propongono un gran numero di iniziative e spettacoli.
A Caserta sono previste “sgambettate” in maschera per le vie del centro e l’allestimento di stand di street food.
Il ricco programma del Carnevale di Capua, a sfilate e cortei aggiunge tour guidati ai luoghi di interesse della città, canti e balli popolari, spettacoli umoristici e, per i più piccoli, spettacoli itineranti, caccia al tesoro e laboratori di danza.
A Napoli, vi segnaliamo la Grande Festa di Carnevale a Città della Scienza, con giochi, laboratori e animazioni tematiche, la Parata in partenza dal Bosco di Capodimonte, che attraverserà il borgo Lieti fino a giungere al Parchetto di Villa Capriccio, e la Festa di Carnevale allo Zoo di Napoli con spettacoli d’animazione, giochi e visite guidate.

Clicca qui per l’elenco dei festeggiamenti del Carnevale 2017 pubblicato dalla Regione Campania.

Foto in copertina: “Zeza di Mercogliano”, di Olivo Scibelli, da flickr.com, licenza CC