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La natura per il benessere psicofisico e l’equità sociale

Rapporto

Vivere in prossimità di aree verdi migliora considerevolmente la qualità della salute e l’aspettativa di vita degli individui. Lo dice una recente indagine realizzata dall’IEEP (Institute for European Environmental Policy) per la FOEE (Friends of the Earth Europe), una rete europea di organizzazioni ambientaliste.
Il rapporto, inoltre, sottolinea come le diseguaglianze sociali influiscano sulle diverse possibilità di accesso ad ambienti naturali e quindi indirettamente sul benessere delle persone e delle comunità economicamente più svantaggiate.

La ricerca, pubblicata lo scorso 21 marzo sul sito ufficiale della FOEE, è intitolato “Nature for health and equity” (“La natura per la salute e l’equità”) e rappresenta la più grande indagine sulle dinamiche che intercorrono tra la natura, la salute e il benessere.

Per realizzarla, infatti, undici ricercatori dell’IEEP hanno analizzato oltre 200 studi accademici dedicati a questi temi. 
Ecco alcuni dei risultati più significativi:
– gli uomini di mezza età residenti in zone povere ma con molte aree verdi hanno un tasso di mortalità del 16% inferiore ai loro coetanei residenti in aree con pochi spazi verdi (Scottish Government, 2014);
– chi vive a più di 1 km da spazi verdi ha meno possibilità di fare esercizio fisico e quindi più possibilità di diventare obeso, rispetto a chi vive a meno di 300 metri (Toftager et al., 2011);
– gli individui che vivono a circa 300 metri da un’area verde hanno una migliore percezione del proprio stato di salute psico-fisico (Triguero-Mas et al., 2015);
– i medici prescrivono meno antidepressivi per la gente che vive in aree urbane con più alberi per strada (Taylor et al., 2015);
– vivere in aree urbane con grandi spazi verdi rende la gente più felice e meno soggetta a disturbi mentali (White et al., 2013);
– le attività nella natura incrementano l’autostima che, a sua volta, migliora le condizioni delle persone già affette da disturbi mentali (Barton and Pretty, 2010);
– le aree veri contribuiscono al benessere mentale degli anziani (Rappe et al., 2008) e la presenza di spazi verdi in cui passeggiare ne riduce la mortalità (Takano et al., 2002), ancora più se in zone povere o densamente urbanizzate.

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Anche la salute psico-fisica dei bambini beneficia della vicinanza di spazi verdi
– l’accesso frequente ad aree naturali riduce i problemi comportamentali dei bambini, come l’iperattività, i disturbi emozionali e le difficoltà relazionali (Amoly et al., 2014);
– vivere in una zona tra 2 e 5 km da foreste o fattorie riduce le possibilità di allergie nei bambini dai 6 anni in su (Ruokolainen etal., 2015);
– i nuovi nati in aree con grandi quantità di verde hanno un maggior peso e una maggiore circonferenza del cranio (Dadvand et al., 2012).
– le donne incinte che vivono a meno di 300 metri da aree verdi hanno una pressione sanguigna inferiore rispetto a quelle che vivono più lontano (Grazuleviciene et al., 2014).

Ma un ambiente più “green”, oltre alla salute individuale, migliora anche quella sociale, favorendo il benessere collettivo e la solidarietà.
Dalla ricerca dell’IEEP emerge che il contatto con aree verdi rafforza il senso di appartenenza ad un luogo e ad una comunità(Maas et al., 2009). Vedere il vicino di qualcuno in un parco locale, ad esempio, può aiutare a costruire familiarità e senso di comunanza, ponendo le basi per un futuro coinvolgimento (Bennet et al., 2012). In generale, a livello sociale, la natura incrementa le emozioni positive ed i sentimenti di vitalità (Tyrväinen et al., 2014).
Vivere in prossimità di aree verdi, inoltre, riduce significativamente gli effetti sulla salute delle diseguaglianze economiche, contrastando il senso di privazione. (Mitchell and Popham, 2008).  
La diseguaglianza sociale, d’altro canto, influisce sulle opportunità di godere degli effetti benefici delle aree naturali. Infatti, gli abitanti di zone povere hanno minori possibilità di accedere agli spazi verdi e minori opportunità di utilizzarle per praticare attività salutari (Marmot, 2013). E i bambini delle zone povere hanno nove volte in meno la possibilità di accedere alle aree verdi e di avere luoghi in cui giocare (National Children’s Bureau, 2013).

Rapporto "Natura per salute ed equità"

Il rapporto si conclude con alcune considerazioni e buoni auspici sul futuro delle politiche europee. I governi, le organizzazioni internazionali e l’Unione Europea dovrebbero riconoscere l’accesso alla natura come un diritto umano fondamentale ed investire maggiormente in progetti per la protezione e lo sviluppo delle aree verdi. Le politiche urbanistiche dovrebbero imporre standard minimi di prossimità ad aree verdi, mentre le politiche sulla salute dovrebbero considerare il contatto con la natura come un efficace mezzo low cost di prevenzione e di cura

Leggi il rapporto completo “Nature for health and equity” (in inglese)

foto tratte dal Rapporto “Nature for health and equity”

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G. Davide Napolitano

Redattore per Ecoturismo Campania, Copywriter e Consulente di Web Marketing Turistico per l’Agenzia di Comunicazione “Il Cappello Bianco”