Le limitazioni imposte agli esseri umani dalla pandemia hanno incoraggiato gli animali selvatici ad esplorare ed occupare nuovi spazi.
Accade, ad esempio, che alcuni esemplari di scoiattolo scelgano di vivere nella bellissima Villa Luisa a San Gregorio Matese, nell’Alto Casertano, nel cuore del Parco Regionale del Matese.

Per favorire la loro permanenza, l’Amministrazione Comunale, l’Ente Parco e la Comunità Montana Zona del Matese hanno creato la prima “Oasi dello scoiattolo” della Campania.

Tra i maestosi alberi della villa sono state installate otto casette in legno che consentiranno ai visitatori di lasciare semi, noci ed altro cibo per i piccoli roditori e, con un po’ di fortuna, di vederli da vicino.

L’inaugurazione dell’Oasi è avvenuta venerdì 25 giugno 2021 alla presenza del sindaco di San Gregorio Matese Giuseppe Mallardo e del presidente del Parco Regionale del Matese Vincenzo Girfatti.

Lo scoiattolo nero meridionale

L’osservazione degli scoiattoli presenti in Villa Luisa ha portato ad ipotizzare che appartengano ad una specie molto rara sul Matese: lo “scoiattolo nero meridionale”, caratterizzato da un manto di colorazione nera e dal ventre di colore bianco.

Lo “sciuris maridionalis”, questo il termine scientifico, è stato recentemente riconosciuto come specie autonoma, diversa dalla specie “sciuris vulgaris”, ovvero lo scoiattolo di colore rosso o marrone scuro che è presente in quasi tutta Europa.

Lo scoiattolo nero è invece un endemismo tutto italiano, in particolare dell’appennino calabro e, in minor misura, lucano.
È probabile che lo scoiattolo meridionale derivi da un popolazione rimasta isolata in seguito alle glaciazioni e poi differenziatasi fino a diventare una specie autonoma.
Si tratta di una specie da poco individuata ma già a rischio di estinzione, a causa della competizione con altre specie alloctone introdotte dall’uomo come lo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis) e lo scoiattolo variabile (Sciurus fynlaysonii).

Va anche sottolineato che la specie meridionale può essere facilmente confusa con lo sciuris vulgaris dell’Appenino centrale, dove molti individui hanno una pelliccia che va dal marrone scuro al nerastro. La specie meridionale, tuttavia, è più grande della sottospecie centro-italiana ed è caratterizzata da arti posteriori più lunghi.

Per gli esemplari di Villa Luisa, soltanto specifiche prove genetiche, già previste, ci diranno se si tratta di sciuris vulgaris o di sciuris maridionalis.

Villa Luisa, da orto botanico a parco comunale

La creazione dell’Oasi dello Scoiattolo è anche uno strumento per valorizzare Villa Luisa, una delle ville comunali più belle dell’Alto Casertano, di origini ottocentesche.

La villa nasce come orto botanico per opera di Beniamino Caso (1824 – 1883), politico, botanico e alpinista nato e cresciuto a San Gregorio Matese, vice presidente del 1° Club Alpino Italiano fondato a Torino nel 1863.
Intitolata a sua madre Luisa Zurlo, morta nel 1858, la villa ha l’aspetto di un affascinante giardino romantico, con una piccola torre in pietra, prati, viottoli e vasche.

La flora della villa include alberi imponenti tra cui olmi, ippocastani, nocifaggi e querce, insieme ad innumerevoli erbe officinali e fiori selvatici.
Villa Luisa è stata recentemente acquistata dal Comune di San Gregorio diventando Parco Comunale “Giovanni Caso – Villa Luisa”.

Tappa imprenscindibile per tutti gli amanti di San Gregorio è il cosiddetto “albero dell’amore“, una quercia secolare ai cui piedi c’è una graziosa panchina in calcestruzzo, mattoni e pietre. Di generazione in generazione, la maestosa quercia protegge baci e promesse degli innamorati, abbracciati di fronte al suggestivo panorama offerto dalla Villa.

Le foto dell’inaugurazione sono tratte dal video realizzato da Fernando Occhibove.
La foto dello scoiattolo nero è di Gianluca Congi, tratta da wikipedia.org, licenza CC BY-SA 4.0.
In copertina: l’albero dell’amore di Villa Luisa (foto da san-gregorio-matese.blogspot.com).