Home Itinerari del Gusto Sapori tipici campani: Vincenzo Egizio e le papaccelle napoletane

Sapori tipici campani: Vincenzo Egizio e le papaccelle napoletane

Le papaccelle napoletane coltivate da Vincenzo Egizio (foto di Mariana Silvana Dedu)

Comincia un percorso di racconti – un po’ personali, un po’ no – attraverso i quali vorrei portarvi per mano nelle campagne più belle della nostra Campania, alla scoperta di straordinari prodotti gastronomici e dei contadini coraggiosi che li coltivano, persone con una visione diversa dell’agricoltura e della società.

Il primo racconto riguarda colui che sento come il mio più fraterno amico, e questo per un motivo in particolare: la meravigliosa e genuina generosità che lo contraddistingue. Si tratta di Vincenzo Egizio.

Non so di preciso da quanto tempo lo conosco, forse cinque o sei anni, ma a me sembra di conoscerlo da sempre, forse per il suo modo semplice e spontaneo di relazionarsi alle persone e alle situazioni, qualcosa che riconosco in me e in tutti coloro che sono legati schiettamente al mondo contadino.

Vincenzo voleva fare l’architetto ma, per quelle strane combinazioni della vita che solo a vent’anni succedono, prima si è iscritto a Scienze Biologiche e poi ha lasciato il percorso di studi per tornare a dedicarsi completamente alla terra, continuando la sua lunga tradizione familiare.

Vincenzo Egizio custode di semi nel Vesuviano
L’orto di Vincenzo Egizio a Somma Vesuviana (foto di Salvatore De Riggi)

Nelle sue campagne, tra Brusciano e Somma Vesuviana, Vincenzo coltiva una bella varietà di ortaggi e alberi da frutto tipici del territorio, salvaguardando col suo lavoro l’eccezionale biodiversità delle fertili terre ai piedi del Monte Somma-Vesuvio.
Vincenzo contribuisce a preservare semi e ortaggi a rischio di estinzione, prodotti che rappresentano un pezzo importantissimo della storia agricola, lavorativa, culturale e culinaria delle nostre campagne. Per questo motivo, Vincenzo Egizio è uno degli agricoltori-custodi di Slow Food, persone che proteggono le specie vegetali locali e, allo stesso tempo, tutelano il territorio rurale per evitarne lo spopolamento, determinato soprattutto dalle industrie agroalimentari che vendono e acquistano a costi bassissimi, perché producono a costi bassissimi, privilegiando semi modificati per ottenere prodotti più adatti alla lavorazione o al trasporto.
Tra le sue coltivazioni “preferite” ci sono gli antichi pomodori di Napoli, ovvero i celebri pomodori San Marzano, il fagiolo cannellino dente di morto di Acerra, le albicocche vesuviane di tante preziose varietà e, su tutti, la papaccella riccia napoletana, antico ortaggio tipico di Brusciano e della cucina tradizionale partenopea.

La papaccella napoletana, caratteristiche e usi

La papaccella napoletana è un peperone molto carnoso e saporito, non piccante e molto digeribile. Le bacche, intensamente colorate e profumate, sono piccole (non superano i 10 centimetri di diametro), un po’ schiacciate e costolute (per questo sono anche note come “peperoni ricci”).
Papaccele napoletane, presìdio Slow food
Le papaccelle sono ideali per le conserve sottaceto o sottolio ma possono essere consumate anche fresche, arrostite, saltate in padella oppure infornate con ripieno di tonno o alici, olive, uvetta, pinoli, capperi e pomodorini del piennolo. 
Quelle sottaceto sono protagoniste nella “insalata di rinforzo”, piatto tradizionale partenopeo, tipico delle feste natalizie.
Il nome “papaccella” deriva dal fatto che questo tipo di peperone era coltivato soprattutto a Brusciano e dintorni, dove è molto diffuso il cognome “Papaccio”. L’area di produzione è l’agro acerrano-nolano, tra le province di Napoli e Caserta.
Per maggiori informazioni, visita la pagina del presìdio Slow Food.

Per sua fortuna, la moglie Violetta lo accompagna in questa scelta di vita, dividendo con lui parte degli impegni necessari al lavoro, in particolare quelli che un contadino rifugge sempre, ovvero la compilazione delle carte e il rapporto col cliente.

Vincenzo Egizio con le albicocche vesuviane
Vincenzo Egizio (foto di Marialuisa Squitieri)

Il lavoro nella terra è duro, ma quando si curano ortaggi a ciclo breve o frutta così delicata come le albicocche vesuviane, le notti passate insonni a capire come preservare tutto il raccolto sono innumerevoli e si accumulano alla fatica quotidiana, stremando l’agricoltore.
Ed è quello che succede a Vincenzo. Il lavoro che fa è sovrumano!
Deve combattere con il clima, con le gelate invernali o con la siccità estiva e lo fa cercando di essere il meno invasivo possibile per il suolo, seguendo i principi dell’agricoltura sostenibile: senza macchine, senza diserbanti né fertilizzanti, senza coltivazioni intensive.
Deve confrontarsi quotidianamente con acquirenti, fornitori, commercianti e clienti.
Soprattutto deve affrontare le regole spesso insensate della burocrazia, le quali impongono ai piccoli produttori le stesse logiche di mercato e di controlli create per le imprese industriali.

In barba a queste logiche, Vincenzo Egizio lotta per preservare a tutti i costi la qualità dei suoi prodotti e dona dignità ad ogni singolo frutto della terra, cercando di non sprecare il raccolto di alcuna fila di pomodori o di trasformare tutte, ma proprio tutte le papaccelle prodotte dal suo campo.
E’ per tutto questo che considero Vincenzo un eroe moderno.
E per fortuna il valore della sua attività è riconosciuto anche da altri.
Oltre ad essere presenti nei circuiti Slow Food, i suoi prodotti sono esportati anche a livello internazionale grazie ad imprese come Silent Transformation.

I suoi ortaggi, inoltre, sono molto richiesti dalle cucine di agriturismi, pizzerie e ristoranti della Campania, tra cui anche il ristorante 2 Stelle Michelin Taverna Estia, situato proprio a Brusciano. Con le sue papaccelle in agrodolce, il suo amico chef Francesco Sposito ha creato addirittura un gustosissimo sorbetto, accompagnandolo con un croccante di ventricello di stoccafisso, altro prodotto molto amato nei paesi vesuviani.

L’azienda agricola di Vincenzo Egizio è a Brusciano, in Via Camillo Cucca, 295. Lì potrete visitare i suoi campi ed assaggiare i suoi prodotti, molti dei quali conservati in vetro, pronti da portare via. Per appuntamenti: tel 0816588976, cell. 3892713615, mail: scrivenzo@libero.it.

In copertina: le papaccelle napoletane coltivate da Vincenzo Egizio (foto di Mariana Silvana Dedu)